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23 Aprile 2026

Dall’emergenza agli impianti: cambia la gestione rifiuti nell’area di Messina


Perché senza impianti di prossimità i costi della Tari salgono?
Lo spiega il direttore Giuseppe Mondello

Di Adriano Pistilli

Incontriamo oggi Giuseppe Mondello, Direttore Generale della SRR Messina Provincia S.C.p.A., l’ente che coordina la gestione dei rifiuti per 57 Comuni del messinese. In un momento cruciale per la Sicilia, tra sfide impiantistiche e l’opportunità storica dei fondi PNRR, abbiamo contattato Mondello per capire come il territorio si stia trasformando: dalla messa in sicurezza delle criticità storiche, come il sito di Mazzarrà Sant’Andrea, alla nascita di una rete di impianti all’avanguardia per rendere la provincia autonoma e sostenibile.

Intervista

Direttore, lei è alla guida di una realtà che serve oltre 50 Comuni. Quali sono i pilastri impiantistici fondamentali nella sua strategia per far passare Messina Provincia da un modello basato sul trasferimento dei rifiuti fuori regione a una reale autosufficienza territoriale?

Grazie per l’attenzione rivolta alla realtà della SRR Messina Provincia che, vorrei ricordare, è l’Autorità d’Ambito più vasta di Sicilia in termini di territorio e di Municipalità socie. Oggi la necessità, parlando di impiantistica, è di attuare ogni possibile previsione utile per lo sviluppo dell’economia circolare e per garantire sostenibilità ambientale, finanziaria e sociale la cui applicazione, in Sicilia, purtroppo, non sempre risulta facile. Le difficoltà nascono dalla carenza di impianti pubblici in grado di soddisfare le esigenze produttive ma anche da una farraginosa burocrazia legata ai procedimenti autorizzativi di carattere ambientale in capo ai competenti Uffici Regionali. Ad ogni modo la SRR Messina Provincia ha puntato alla realizzazione ed allo sviluppo dei Centri Comunali di Raccolta poiché questi consentono, nell’immediato, lo stoccaggio delle frazioni differenziate del rifiuto giornalmente intercettate sul territorio dei 57 Comuni Soci limitando all’interno dell’Ambito il trasferimento dei rifiuti che, diversamente, sarebbe avvenuto in impianti situati in territori metropolitani differenti con il consequenziale e certo aumento dei costi legati al trasporto. Ad oggi circa 20 Centri Comunali di Raccolta sono già attivi ed operativi e si è nell’attesa che altri 5 vedano la luce entro la fine del 2026. Sulla base delle caratteristiche territoriali si è proposto ai Comuni interessati ed ai Soggetti Gestori del servizio integrato d’igiene ambientale di gestire qualche CCR in maniera intercomunale così da consentire anche ad altri Comuni non in possesso del CCR, di poter ottimizzare e ridurre i costi legati al conferimento extra ambito, fermo restando che l’esecuzione del servizio prevede un costo già internalizzato per tutte le tipologie di conferimento e smaltimento che avvengono all’interno del territorio dell’Ambito.

Sulla gestione dei CCR e ben comprendendo le difficoltà dei Comuni – non soltanto di quelli Soci di SRR Messina Provincia – posso ritenermi soddisfatto del lavoro finora condotto sia dai Tecnici della stessa SRR che da quelli dei Comuni con i quali si è sempre intrattenuto un rapporto di cordiale collaborazione.

Anche sulla gestione del rifiuto indifferenziato la SRR Messina Provincia ha ottenuto ottimi risultati; intanto in relazione alla percentuale di raccolta differenziata si è passati, in 6 anni, da una media d’Ambito del 45% ad una media, alla fine del 2025, del 76% dunque abbondantemente oltre il livello definito dalle Norme. Abbiamo quindi, con l’aiuto degli Amministratori Comunali, dei Tecnici e soprattutto dei Cittadini ridotto i quantitativi di rifiuti indifferenziati da conferire fuori Ambito – riducendo il costo in maniera importante e tutto a vantaggio della raccolta differenziata per la quale i Comuni ottengono i contributi provenienti dal CONAI.

La presenza di 3 piattaforme riconosciute dal CONAI sul territorio dell’Ambito ha consentito, poi, di poter chiudere il cerchio dei conferimenti delle frazioni differenziate del rifiuto all’interno dell’Ambito.

SRR Messina Provincia ha voluto anche tentare lo smaltimento del rifiuto indifferenziato e della frazione umida all’interno del territorio dell’Ambito tramite la realizzazione di un polo impiantistico pubblico da realizzare sul territorio del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, Socio della SRR Messina Provincia, che ha reso disponibili aree già vocate a tale attività. In tali termini la SRR Messina Provincia ha bandito un pubblico appalto in concessione individuando quale Partner Asja Ambiente Italia S.p.A. che dovrà realizzare un polo impiantistico pubblico per il trattamento del rifiuto indifferenziato, dell’umido e del verde. La procedura autorizzatoria, incardinata presso i competenti Uffici Regionali a marzo 2021, oggi non si è ancora conclusa poiché in pendenza di giudizio presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana.

Ritengo dunque, che al fine di garantire l’autosufficienza territoriale per lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti, la SRR Messina Provincia abbia posto in essere tutto quanto possibile. Per la raccolta indifferenziata l’ultima parola spetta ai Giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Certo è che se si avesse la possibilità di attivare la Concessione già assegnata, il ciclo completo dei rifiuti si chiuderebbe all’interno dell’Ambito e ciò determinerebbe una fortissima riduzione dei costi oggi in capo ai Comuni e dunque ai Cittadini – che pagano una tonnellata di rifiuto conferita 350 euro – e, certamente, anche una fortissima riduzione di costi ambientali in considerazione del fatto che i chilometri percorsi dagli automezzi per il conferimento in discarica – oltre 200.000 annui – si ridurrebbero a circa 30.000 all’interno dell’Ambito. La presenza del polo impiantistico andrebbe a ridurre gli attuali costi sopportati dai cittadini di circa il 24%. Insomma, un bel traguardo e, certamente, una evidente riduzione di costi.

Spesso i cittadini percepiscono il servizio rifiuti solo attraverso il costo delle bollette. Quale sarà l’impatto reale della nuova rete impiantistica pubblica sulla Tari e sulla qualità ambientale del nostro mare e delle nostre coste?

È naturale che i cittadini percepiscano il servizio di igiene ambientale attraverso il suo costo. Ciò avviene principalmente nelle Regioni con scarsa presenza di reti impiantistiche, in quelle “discaricacentriche” o, come la Sicilia, che oltre ad essere discaricocentrica è costretta a portare i rifiuti all’estero. Parlando di numeri: emerge che la pianificazione finanziaria che ogni anno i Comuni sono chiamati a stilare e sulla base della quale vengono poi emesse le bollette ai Cittadini, è costituita da un 60% di costi che rappresentano il servizio e da un 40% rappresentativo invece dei costi di conferimento in discarica. Un Comune che approva un piano finanziario di un milione è fin da subito consapevole che 400 mila euro sono destinati alla discarica – e il trend è in aumento. Con difficoltà si riesce, anche puntualmente, ad ottimizzare il servizio poiché la gran parte del costo è destinato ai conferimenti in discarica e poi all’Estero. In tale condizione è più che naturale che il cittadino, già pienamente maturo e vocato alla raccolta differenziata, che dovrebbe già far diminuire la bolletta anziché aumentarla, percepisca il servizio tramite la bolletta. Ed il più delle volte, soprattutto in particolari fasce d’età, il cittadino non riesce a comprendere poiché nonostante la forte attenzione alla raccolta differenziata, la bolletta non diminuisce mai!

Il territorio della SRR Messina Provincia comprende anche una buona fetta di costa del Mar Tirreno, da Falcone a Tusa. Il servizio in affidamento ai Soggetti Gestori prevede già la pulizia delle spiagge e degli arenili in particolar modo nel periodo estivo da giugno a settembre.

Certo è che se il ciclo del rifiuto, come detto prima, si riuscisse a chiudere sul territorio della SRR Messina Provincia, tale interpretazione del servizio tramite la bolletta potrebbe repentinamente cambiare; a parità di servizio – già comprensivo di tutta la gamma – la significativa riduzione di costi di trasporto e di conferimento andrebbe a rivisitare la geografia finanziaria dei Comuni che vedrebbero una riduzione di oltre il 24% da investire nel potenziamento dei servizi, probabilmente inutile, o, certamente più appetibile, nella riduzione delle bollette. In Sicilia per far sì che il cittadino consideri il servizio tramite il medesimo è necessario ridurre i costi. Raccogliere e smaltire una tonnellata di rifiuto prodotto, in assenza di impianti, costa oltre 600 euro! Oltre 250 euro in più rispetto a Regioni o Paesi dotati di una significativa e completa rete impiantistica o dei termovalorizzatori.

Direttore, il sito di Mazzarrà è da anni al centro delle preoccupazioni ambientali del territorio. Con l’assegnazione dei 32 milioni di euro dal PNRR e il supporto di Invitalia, quali sono i tempi certi per la chiusura definitiva dei rischi legati al percolato e alla stabilità del corpo discarica?

Ringrazio per la domanda e per l’interesse ma segnalo che SRR Messina Provincia era stata nominata Soggetto Attuatore per la messa in sicurezza della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. Nel corso del 2024 il Decreto Regionale di nomina è stato ritirato dal competente Ufficio Regionale e pertanto, non avendo seguito l’iter e non essendo a conoscenza della documentazione intercorsa, non sono in grado di esprimermi sulla tempistica necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo. Spero, però, che la bonifica definitiva della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea avvenga quanto prima possibile e che la derrata finanziaria resa disponibile dal PNRR non venga persa e venga impiegata bene. La presenza della discarica in prossimità del polo impiantistico pubblico di SRR Messina Provincia e le preoccupazioni ambientali del territorio, forse, purtroppo, hanno ritardato e stanno ancora ritardando, la realizzazione del polo impiantistico pubblico e forse, anche quella di sviluppo del territorio, non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale.

Spesso si parla di bonifica come di un processo passivo. Nel vostro piano, invece, Mazzarrà diventa un hub tecnologico. In che modo la costruzione del biodigestore anaerobico riuscirà a convivere con il vecchio sito e quali garanzie di sicurezza ulteriore offrirà questo nuovo impianto?

La realizzazione del polo impiantistico consente un deciso ed evidente risanamento del territorio; in primis quello del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea e di quell’area ormai da decenni al centro di numerose vicissitudini di ogni tipo. Lo sviluppo dell’hub tecnologico – termine corretto – pone attenzione al territorio e sposa perfettamente, a parere prettamente tecnico, la presenza del vecchio sito ovvero quello della discarica. Una volta attivo, si immagina, il polo impiantistico permette il trattamento dei rifiuti della discarica direttamente sul luogo – senza aggravi di costi (quantomeno di trasporto) – e, perché no, una volta bonificata potrebbe consentire lo stoccaggio dei rifiuti provenienti dal polo impiantistico (ecoballe) nell’attesa del loro definitivo conferimento presso i termovalorizzatori che Regione Siciliana dovrebbe realizzare nei prossimi anni.

Il progetto prevede la trasformazione dei rifiuti organici in biometano. Può spiegarci quanta energia si prevede di produrre e come questa risorsa potrà essere utilizzata a beneficio diretto della comunità locale o dei costi di gestione della SRR?

Il progetto è abbastanza dettagliato. Consideri che mediamente da una tonnellata di rifiuti organici si ricavano circa 100 metri cubi di biogas che, una volta raffinato, diventa biometano. 1 metro cubo di biometano equivale a circa 1 litro di gasolio o 10 kWh di energia termica.

Per un impianto che tratta 80.000 tonnellate l’anno, la produzione stimata è di circa 5 – 6 milioni di metri cubi di biometano annui. Ciò determina benefici, intanto per le diverse Municipalità ed anche per la SRR. Basti pensare ai ricavi derivanti dall’immissione del gas in rete o dalla vendita dei certificati d’Immissione in Consumo (CIC) che coprono parte dei costi operativi dell’impianto. Ma anche all’autonomia energetica che consente all’impianto di usare parte del gas per alimentare i propri macchinari. Senza dimenticare il compost (fertilizzante), che può essere venduto o distribuito, riducendo ulteriormente gli oneri di smaltimento. Ciò determina benefici per le Comunità Locali Socie della SRR: basti pensare ai mezzi di raccolta che possono essere alimentati dal biometano riducendo l’inquinamento atmosferico nei centri urbani. Per la SRR e per i Cittadini garantisce la stabilità della TARI e l’efficientamento dei costi nonché, se si vuol parlare di economia circolare, i rifiuti prodotti dai Cittadini tornano sul territorio sotto forma di carburante pulito o concime per l’agricoltura locale.

Il passato di Mazzarrà è stato segnato da emergenze e gestioni complesse. Quali presidi di trasparenza e monitoraggio ambientale costante verranno messi in atto per rassicurare i cittadini che il nuovo Polo Impiantistico segnerà una rottura definitiva con le logiche del passato?

Il progetto del polo impiantistico oltre a migliorare significativamente la gestione dei rifiuti in un vasto territorio regionale, mira anche a segnare una netta discontinuità rispetto al passato disastroso della discarica. Per rassicurare i Cittadini e garantire la sicurezza ambientale, sono stati definiti diversi presidi di trasparenza e monitoraggio come, ad esempio, l’utilizzo di tecnologie avanzate che non emettono odori all’esterno e, come detto, è previsto lo smaltimento in sicurezza del percolato, con un focus specifico sulla bonifica delle vecchie strutture esistenti.

Inoltre, ferme restando le condizioni di sicurezza di un impianto strategico di tale riguardo, SRR attiverà tutti i protocolli di legalità possibili con le Prefetture e le Forze dell’Ordine per monitorare continuamente le nuove attività.

Di Adriano Pistilli – 22 Aprile 2026  |  Interviste

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