RASSEGNA STAMPA

27 Luglio 2022

Mazzarrà chiede legalità, non l’emergenza rifiuti senza fine

Il Gazzettino di Sicilia

   Dario Fidora

Il sindaco Pietrafitta interviene contro la disinformazione che mette in allarme la popolazione sulla realizzazione del nuovo impianto, non “discarica” ma di trattamento, dove finalmente indifferenziata e differenziata verranno trasformati in energia e risorse per il territorio.

Immondizia e inquinamento senza fine in Sicilia: quando politici e parlamentari tacciono su ritardi, inadempienze e illegalità della burocrazia e del governo ma puntano il dito su responsabilità altrui. Botta e risposta tra Pino Galluzzo, deputato regionale di Diventerà Bellissima, e Carmelo Pietrafitta, sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea.
In dirittura d’arrivo del lunghissimo iter burocratico della Regione che finora ha bloccato la realizzazione del moderno, innovativo polo impiantistico di trattamento dei rifiuti progettato dalla SRR Messina Provincia a Mazzarrà Sant’Andrea, si innesca una polemica sull’insinuazione surreale che i Comuni interessati sarebbero contrari a protocolli di legalità contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Ai disastrosi effetti delle politiche regionali di gestione dei rifiuti in Sicilia, si aggiungono pubbliche esternazioni di natura semplicistica o di parte, che invece di contribuire a fare luce su dinamiche e interessi in un settore tanto delicato, possono creare confusioni pericolose e depistaggi, tra criticità vere e soluzioni continuamente annunciate dal governo regionale ma che anno dopo anno continuano a non arrivare.
È quanto sta accadendo a proposito della vicenda di Mazzarrà Sant’Andrea, caso emblematico di quel “fallimento della politica di gestione dei rifiuti del governo Musumeci” denunciato dal capogruppo di Forza Italia all’Ars, Tommaso Calderone, replicando all’assessore Daniela Baglieri che riferiva in aula sull’argomento. Calderone ha sottolineato come le città siciliane siano sommerse dall’immondizia, non siano stati realizzati i nuovi impianti necessari e la Regione non faccia arrivare ai Comuni allo stremo le risorse ripetutamente annunciate per far fronte agli ingenti costi di trasporto dei materiali da smaltire.

“Fake news confondono il sito della vecchia discarica, all’aperto, non operativa dal 2014, con i nuovi impianti adiacenti di trattamento anaerobico, al chiuso, da realizzare su proposta della SRR”.

Carmelo Pietrafitta
Carmelo Pietrafitta, sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea

Il sindaco di Mazzarrà, Carmelo Pietrafitta, dopo un confronto chiarificatore con gli amministratori comunali di Falcone e di Furnari, ha preso ancora posizione contro la propalazione della falsa notizia della riapertura della discarica di Contrada Zuppà, che ha recato allarme nella popolazione del territorio. “Mi vedo purtroppo costretto ad intervenire di fronte all’ennesimo episodio di disinformazione relativo all’impianto di trattamento rifiuti, anaerobico e al chiuso, di cui la SRR ha chiesto la realizzazione, erroneamente accostato alla discarica all’aperto, cessata definitivamente da sei anni. Pur comprendendo la necessità dell’amministrazione comunale di Falcone di mostrarsi attenta alla salvaguardia dei suoi concittadini, è necessario spiegare ancora una volta che il futuro impianto e l’ex discarica nulla hanno a che spartire. Sono due entità assolutamente distinte e separate. Peraltro la Regione Siciliana ha recentemente stanziato fondi per la messa in sicurezza definitiva della vecchia discarica di Contrada Zuppà, come di sua competenza. Ragion per cui ogni tentativo, voluto o meno, di fuorviare le opinioni dei cittadini interessati appare assolutamente fuori da ogni logica”.

A Mazzarrà, in Contrada Zuppà, c’era una grande sovrassatura discarica di rifiuti, chiusa dal 2014. Per far fronte quindi alle necessità del territorio, la SRR Messina Provincia, consorzio costituito da 57 Comuni, ha chiesto alla Regione l’autorizzazione per un nuovo impianto di conferimento, non una discarica ma uno stabilimento autosostenibile per il trattamento anaerobico e riuso dei materiali conferiti, con produzione di biometano e compost di qualità destinato all’agricoltura. Il nuovo modernissimo impianto, da realizzare con un progetto di finanza interamente a carico di Asja Ambiente, azienda privata leader internazionale del settore, consentirebbe senza denaro pubblico anche di smaltire emissioni e percolato dell’adiacente discarica chiusa, risolvendo quindi tanto il problema di conferimento e smaltimento di nuovi rifiuti quanto la gestione in sicurezza del vecchio sito, evitando il costosissimo trasporto di liquami in Calabria, come finora avviene.
Il notevole ritardo nell’iter istruttorio regionale per l’autorizzazione del nuovo impianto di trattamento della SRR a Mazzarrà Sant’Andrea, nonostante l’aggravarsi dell’emergenza, ha suscitato la reiterata protesta di oltre 90 Comuni interessati e acceso i riflettori sull’operato dell’assessorato al Territorio e Ambiente, la cui missione durante l’emergenza rifiuti sempre più drammatica dovrebbe essere quella di accelerare le procedure, ma in realtà vero collo di bottiglia per l’apertura degli indispensabili siti di trattamento e riuso, da realizzare in coerenza con il principio di autosufficienza e prossimità.

Nello Musumeci
Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana

In attesa del nuovo impianto di conferimento e trattamento della SRR, è competenza della Regione mettere in sicurezza la vecchia discarica di Contrada Zuppà, destinando le necessarie risorse. Lo scorso 5 luglio, durante la riunione convocata ad hoc dal presidente Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans insieme all’assessore al Territorio e ambiente Toto Cordaro sulla situazione di Mazzarrà Sant’Andrea, i soggetti proponenti interessati al progetto (il presidente SRR Rosario Sidoti, il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Carmelo Pietrafitta e i rappresentanti di Asja Ambiente), presenti i dirigenti degli uffici regionali competenti, hanno avuto modo di chiarire gli ultimi aspetti irrisolti in sede istruttoria sollevati dal presidente CTS Aurelio Angelini sull’innovativo impianto da realizzare.
Con una nota diffusa in seguito all’incontro del 5 luglio, la presidenza della Regione ha comunicato anche di avere disposto l’aggiornamento del progetto per la definitiva messa in sicurezza di sua competenza della vecchia discarica dismessa di Contrada Zuppà, per un importo di circa 12 milioni di euro, che troverà copertura con risorse PNNR destinate ai cosiddetti “siti orfani”.
Il 19 luglio è stata convocata una riunione seguita da un sopralluogo sul sito di Contrada Zuppà, cui hanno preso parte Rosario Sidoti e Giuseppe Mondello, rispettivamente presidente e direttore generale SRR Messina Provincia; Francesco Musciumarra del Genio Civile di Messina; Francesco D’Urso di ARPA Sicilia; Carmelo Pietrafitta, sindaco di Mazzarrà S. Andrea; Felice Germanò, sindaco di Furnari; Laura Cobello, Simona Castiglione, Michele Orifici della CTS – Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza dell’assessorato Territorio e ambiente; Rocco Martello e Tommaso Cassata di Asja Ambiente. Sono stati discussi sia gli aspetti della messa in sicurezza della vecchia discarica chiusa, di competenza della Regione, che quelli relativi all’autorizzazione del nuovo impianto di trattamento e riuso. L’ingegnere Martello, progettista dell’impianto proposto dalla SRR, ha comunicato che entro 15 giorni saranno forniti gli ultimi elementi richiesti il 19 luglio a completamento definitivo della documentazione già prodotta, in modo che la CTS possa esprimere il parere istruttorio conclusivo.

Giovedì scorso, sul tema dell’ex discarica di Mazzarrà Sant’Andrea è intervenuto il deputato regionale Pino Galluzzo (Diventerà Bellissima), dichiarando la necessità di stipulare subito un “protocollo di legalità”, indispensabile a suo dire per preservare le istituzioni da possibili appetiti criminali. «Tale protocollo dovrà avvenire tra le amministrazioni comunali e la Prefettura di Messina al fine di garantire trasparenza e certezze di sicurezza per le azioni e le determinazioni degli stessi amministratori. Il sito potrebbe attrarre troppi illeciti ed interessi criminali, dunque chiedo a tutti – aggiunge il deputato – di remare compattamente nella stessa direzione».
Secondo il sindaco Carmelo Pietrafitta, l’allarme così perentoriamente sollevato proprio in dirittura d’arrivo sulla vicenda di Mazzarrà Sant’Andrea a proposito di generiche possibili infiltrazioni mafiose future, suona grossolano, utilizzando fuori luogo e retoricamente, quindi svilendoli, proprio quei valori indiscutibili di legalità che vengono richiamati
«Ben venga il protocollo di legalità auspicato dall’improvviso intervento del deputato Pino Galluzzo che ha deciso di materializzarsi per manifestare ora i suoi timori circa possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Riteniamo indispensabile preservare e custodire i sani valori della legalità che vanno difesi strenuamente e a ogni costo. D’altro canto, però”, osserva il sindaco Pietrafitta “intervenire dopo tanto tempo su una questione che merita certamente approfondimenti per parlare soltanto di un seppur utile protocollo di legalità appare retorico, semplicistico, populistico e propagandistico. La gente di Mazzarrà Sant’Andrea è stanca di vedere associare il nome del proprio paese all’illegalità. Davvero stanca. Il popolo mazzarrese è un popolo di lavoratori e, in questi anni, grande è stato l’impegno per togliersi di dosso un’etichetta che gli era stata cucita dopo ben noti fatti di cronaca». Il sindaco si riferisce all’inchiesta e agli arresti del 2008, cui seguì il commissariamento del Comune e della società Tirreno Ambiente che gestiva l’ex discarica. «Ma il vento è cambiato e usare la retorica è piuttosto fuori luogo. Basta sparare nel mucchio», continua Carmelo Pietrafitta. «Bisognerebbe poi essere correttamente informati anche sui fatti tecnici che riguardano la questione». Occorre infatti non confondere la vecchia discarica dismessa, definita “una bomba ecologica ad orologeria” con il nuovo progetto di polo di trattamento e riuso della Srr, approvato anche da Legambiente. «La discarica chiusa da mettere in sicurezza, cosa diversa dall’impianto di trattamento rifiuti da realizzare, per come stanno le cose, sarà probabilmente gestita dalla Srr e pertanto proprio quest’ultimo organismo dovrebbe essere titolato a stipulare il protocollo, al limite insieme al Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, nel caso in cui lo stesso sia soggetto attuatore. Quindi, parlare di coinvolgimento di Comuni in maniera generica appare grossolano e approssimativo».
Per fare invece chiarezza su tutti gli aspetti al di là delle allusioni, il sindaco Carmelo Pietrafitta ritiene doverosa la convocazione di un tavolo tecnico e, inoltre, ribadisce l’apertura massima a un confronto pubblico con i rappresentanti dei Comuni confinanti. Confronto al quale è auspicata anche la partecipazione della deputazione messinese.
Galluzzo ha ribattuto: «Sia chiaro che zittire me nel mio ruolo è impossibile, questo oramai qualcuno dovrebbe averlo chiaro. Anzi più mi si dice di zittirmi più vado avanti sapendo di aver fatto centro. Attesi gli investimenti rilevanti in gioco, insisto nel parlare a piene mani di legalità. Parlarne non è mai retorico, anzi è certamente opportuno pretenderla ed invocarla sempre. Solo così l’attenzione si desta dove sono rilevanti gli interessi economici e quelli della collettività e della salute pubblica. I Comuni, poi, hanno il dovere politico di vigilanza, altro che grossolanità ed approssimazione. E di certo non mi zittisco, intimidito per le qualità negative attribuite al mio intervento: parlo e parlerò sempre quando lo riterrò necessario per la tutela dei cittadini onesti».

“La legalità è il rispetto delle norme. Non il silenzio di alcuni politici sull’inerzia del governo regionale, gli incredibili ritardi dell’assessorato Territorio e ambiente e gli sprechi che pagano i cittadini”.

«Se si è arrivati a un punto importante per quanto concerne la definitiva messa in sicurezza della vecchia discarica e la sua chiusura, questo certamente lo si deve al costante lavoro di questo Comune e della Srr – afferma il sindaco Carmelo Pietrafitta – pertanto ritengo taluni interventi assolutamente fuori luogo e privi di logica». Non si comprende chi mai avrebbe detto di non utilizzare protocolli di legalità – esprime Pietrafitta – dispiacciono insinuazioni e proclami con vaghe allusioni politiche di sapore pre-elettorale. «I siciliani sono contro la mafia ma ormai sanno riconoscere, quando è il caso, anche le dinamiche da professionisti dell’antimafia».

Toto Cordaro
Toto Cordaro, assessore Territorio e ambiente della Regione Siciliana

Il tema è l’emergenza rifiuti, l’immondizia per le strade, l’inquinamento, l’inerzia nel realizzare gli impianti di conferimento e trattamento, le cui autorizzazioni dovrebbero essere valutate perentoriamente entro 240 giorni con un decreto, positivo o negativo, dell’assessore al Territorio e ambiente mentre restano insabbiate in istruttorie infinite. La legalità è il rispetto delle norme. Se i Comuni hanno il dovere politico di vigilanza, a maggior ragione lo hanno i parlamentari regionali. È evidente che nessuno pensa di zittire l’on. Pino Galluzzo. Semmai al contrario ci si chiede perché, quale deputato regionale di Diventerà Bellissima, non prenda la parola sull’illegalità costituita da anni di omissioni, ritardi, inadempienze della Regione sul sistema rifiuti. E di sprechi su sprechi che pagano i cittadini.

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